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maggio 2019

EXPERIENCE NOMADE: in moto sulle ali della libertà

By | Viaggi
Fabio e Paolo

 L’IDEA E IL PROGETTO

Paolo è un grande viaggiatore e conoscitore di territori e di popoli.. Navigatore di terra e di mare ha scritto sulle mappe di mezzo mondo le sue tracce ormai note ai tanti viaggiatori che lo hanno seguito nelle 1000 mete da lui proposte con la firma di OFF ROAD PASSION.

Fabio ha sognato per una vita di incontrare la libertà che è arrivata quando sulla sua strada ha incontrato Paolo. Era il 2015 deserto di Atacama in Chile. Da allora è stato un susseguirsi di viaggi e progetti che sono culminati nell’organizzazione dell’evento EXPERIENCE NOMADE per assistere al Festival Des Nomades.

 IL VIAGGIO

Il Festival des Nomades non è una prerogativa del Marocco, basti pensare al festival dei Gitani che annualmente si svolge a Saintes Maries de là Merin Camargue ,ma il fascino del deserto ed il viaggio che abbiamo pensato per arrivarci ha qualcosa di più intrigante.

L’attraversamento delle montagne dell’ATLAS seguendo gli antichi sentieri del popolo Berbero – i mitici Imazighen o uomini liberi-delle cui origini si sa ancora poco, per arrivare fino al deserto e incontrare le carovane che da Timbuktu arrivavano a Ouarzazate passando da Zagora non è paragonabile a nessun altro evento simile.

Experience Nomade: La nostra carovana incontra il popolo nomade

Salutiamo Marrakech in una giornata fresca che lascia intravedere tra le nuvole la neve delle più alte cime dell’ATLAS. Ci risuonano ancora i rumori ed i colori della grande piazza Jemaa el-Fna ed i profumi della place des epices con le sue belle terrazze occupate da caffè “parigini”alla moda.

La carovana sfila tra le trafficate strade della città imperiale fino a raggiungere la Palmerie in direzione Ouarzazate.
Il Tichka pass ci attende.

I lavori che si protraggono ormai da anni hanno tolto molto del suo fascino che poteva tranquillamente essere paragonato al nostro Stelvio. Ma si sa…… lo sviluppo di un paese passa anche attraverso le moderne e più veloci vie di comunicazione.

Decidiamo di prendere la deviazione per la parte restante del vecchio passo dove, proprio in corrispondenza del bivio, ci aspetta il nostro vecchio amico Ali Babà ( è il suo soprannome visto che il suo vero nome è impronunciabile) con le sue pietre vulcaniche cave colorate di 1000 colori.

Ripartiamo e ci inoltriamo nella meravigliosa valle delle Kasbah, antiche città fortificate lasciate all’inesorabile deterioramento del tempo.

Davanti a noi Ouarzazate, la città del cinema, ci attende con i suoi edifici colorati e gli hotel moderni pieni di turisti.

 Ouarzazate è oggi un Centro turistico ricco di attrattive dagli studi cinematografici che hanno dato vita a veri capolavori quali Lawrence d’Arabia o Guerre Stellari, alle attività sportive quali il golf e percorsi fuoristradistici per moto da Cross/Enduro e quad. Ouarzazate è anche il luogo in cui esiste uno tra i più grandi complessi per la produzione di energia solare con il complesso NOOR che ci saluta dall’alto della sua torre alta oltre 200 metri coperta da specchi che riflettono verso i pannelli sottostanti i raggi della nostra stella.

Il secondo giorno ci porta alla scoperta del popolo berbero e del suo meraviglioso territorio:L’ATLAS. Chi non conosce questa meravigliosa catena che corre lungo l’asse longitudinale est-ovest del territorio marocchino, sottovaluta la difficoltà della vita da queste parti. È il popolo Berbero che nei millenni ha tracciato i sentieri che oggi sono divenute le uniche vie di comunicazione tra nord e sud.

Da Ouarzazate a Boumalne Dades passando dall’oasi di Ait M’Goun è un viaggio nel tempo e nel profondo del territorio Berbero di cui Imilchil è la sua capitale. Pareti verticali e passaggi in gole in cui il letto del fiume è l’unica strada percorribile, ci accompagnano fino alla nostra meta giornaliera nella gole del Dades.

Il terzo giorno ci fa entrare nel cuore pulsante del popolo Imazighen. Affrontiamo le gole del Dades e Todra, penetrando nel Medio Atlas e sfiorando le sue vette di 4000 metri. Oggi ci aspetta un passo di 3000 metri ed il meteo preannuncia neve oltre i 2500 metri. Da queste parti il meteo puoi divenire lo sparti acque tra la vita è la morte e bisogna quindi valutare bene se affrontare i difficile fuori strada o deviare su strade più abbordabili. Decidiamo di salire il passo. Strada molto impegnativa con nevicata verso la vetta. Ma stasera sapremo di cosa parlare!! Percorrere queste strade ci dà l’idea della difficoltà di muoversi in questo dedalo di vallate solcate da torrenti che hanno modellato il paesaggio creando “gorges” spettacolari e ambienti simili al Grand Canyon statunitense.La tappa ora ci porta verso sud e si conclude dopo oltre 400 chilometri a Merzouga ed il suo Erg Chebbi che ci saluta nel suo splendido vestito di ocra rosso invitandoci per un carosello sulle sue dune. Ma è tardi e siamo stanchi. Se ne parlerà domani.

Mattinata sulla duna per il piacere di fotografi e dei motociclisti più bravi che vogliono sfidare questo colosso di sabbia con le loro gomme tassellate. Risultato scontato……. muscoli strappati e ossa rotte. Eppure in televisione sembrava più facile guardando la Dakar……  Stasera si arriva a Zagora, trasferimento stradale eccezion fatta per una visita alle antiche carceri situate in una Hamada Prima di giungere nella valle del Draa.. luogo magico per noi ma il pensiero viaggia ai tempi in cui qui venivano imprigionati i malviventi dell’epoca che certamente non la vedevano allo stesso modo.

Zagora ci accoglie in tutta la sua bellezza e fascino. Questa città è stata per centinaia di anni il crocevia dei commerci.

Undici moto e 4 Toyota Land Cruise per un totale di 26 viaggiatori partono da Marrakech alla volta di Ouarzazate, ultima meta delle carovane che per centinaia di anni hanno attraversato l’Africa Occidentale dal Mali e dall’allora Magreb (unico stato che raggruppa Tunisia, Algeria e Marocco). 52 giorni nord/sud di derrate alimentari, cavalli, dromedari, minerali e di schiavi che nel diciottesimo e diciannovesimo secolo erano in piena attività. Da qui gli schiavi venivano inviati a Marrakech dove nella Place des epices venivano“prezzati”per poi imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti dal porto di Essaouira.

La giornata scorre tra visite alle officine che assistevano i piloti della Dakar che faceva tappa fissa qui per sistemare i nostri mezzi e acquistare oggetti tipici di fattura Tuareg o Maorische vestiti e gioielli indossati in occasione di feste o matrimoni.

@Nisida studio Photography

 

Da domani ci aspetta il festival dei Nomadi a Mhamid el Ghizlane.

Ma si sa: per ogni festa che si rispetti c’è sempre un GUASTAFESTE. L’Hrmattan, il mitico e pericoloso vento del deserto ha soffiato ininterrottamente per 3 giorni obbligando le carovane che provenivano da sud a interrompere il loro viaggio. Con loro molti degli artisti che dovevano animare il festival.

Da parte nostra abbiamo tentato un paio di sortite verso l’oasi sacra ed il mitico lago IRIKI, ma abbiamo battuto in ritirata per mancanza di visibilità e all’innalzamento di dune di sabbia che apparivano insormontabili per le nostre capacità motociclistiche e per i nostri mezzi troppo pesanti per questo tipo di terreno.

È la sera clou del Festival e quindi sfidiamo vento e sabbia ed entriamo nella variegata mischia di spettatori che paiono non curanti delle condizioni meteo. Anche noi, dopo pochi attimi di esitazione, ci facciamo coinvolgere.

Musica africana e rock con qualche accenno di reggae e pop si mescolano creando ritmi a cui è difficile resistere. Artisti sconosciuti si alternano a veri e propri divi come Bombino che ha suonato con artisti del calibro di Jovannotti creando un ambiente magico ed eccitante.

Facciamo fatica a lasciare la piazza dove è stato allestito il palco, ma sono le 2 di notte e la giornata comincia a farsi sentire. Domani si ritorna verso Marrakech con oltre 450 km da percorrere sulle nostre moto.

@Nisida Studio Photography

Salutiamo il Festival des Nomades e la sua città Mhamid el Ghizlane con una promessa: ci vedremo tra un anno……senza tempesta di sabbia.